a cura di Tiziana Bertaccini e Carlos Illades
A circa quattro decenni dall’avvio delle transizioni democratiche, l’America Latina attraversa una nuova stagione di erosione democratica. Basti pensare che nel 2025 le sole democrazie liberali della regione erano Cile, Costa Rica e Uruguay, mentre la maggior parte dei paesi del “cono sud” si presentava come democrazia elettorale priva di equilibrio tra i poteri e di pieno rispetto delle libertà civili. Personalismo dei leader, sfiducia nei partiti, impunità, corruzione, criminalità organizzata, crescente presenza dei militari nella politica hanno aperto la strada, da destra come da sinistra, a nuovi autoritarismi che affondano le radici nella tradizione politica della regione.
Il volume ripercorre i cicli politici del nuovo millennio – dalla «svolta a sinistra» al ritorno delle destre, fino alla stagione attuale dominata dalle nuove destre radicali – e li analizza attraverso casi nazionali: il Messico della transizione e della Quarta Trasformazione, il Nicaragua di Daniel Ortega, la narrativa bolivariana del chavismo, il bolsonarismo in Brasile, El Salvador di Nayib Bukele e l’Argentina di Javier Milei, oltre a Cile, Perù e Uruguay e alle reti transnazionali che collegano le nuove destre. Ne emerge il quadro di transizioni democratiche incompiute, in cui le stesse istituzioni nate per democratizzare sono diventate talvolta veicolo di nuove forme di autoritarismo.
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